I primi abitatori dell'Alaska furono quei popoli che durante le ere glaciali raggiunsero l'America tramite lo stretto di Bering, prosciugatosi per l'aumento delle acque ghiacciate. Furono tra questi i progenitori degli inuit e delle varie tribù amerinde dello Stato, ma è da ricordare che il passaggio fu sfruttato da tutti i progenitori delle civiltà pre-colombiane.
Tra i primi europei a raggiungere l'Alaska vi fu il danese Vitus Bering, che esplorò via mare la zona sino al monte Saint Elias (1747). In seguito il territorio fu annesso alla Russia che tuttavia lo colonizzò solo marginalmente (l'attività principale allora era la caccia alle lontra e ad altri animali da pelliccia).
Nel 1867, gli Stati Uniti acquistarono l'Alaska per $ 7.200.000, (circa 5 dollari per km²). L'acquisto, passato all storia con il nome di Alaska Purchase, fu giostrato dal Segretario di Stato William Seward e venne ratificato dal Senato statunitense il 9 aprile 1867. Il passaggio di sovranità avvenne il 18 ottobre dello stesso anno. Il fatto non entusiasmò molto l'opinione pubblica di allora, che considerava l'Alaska un territorio inospitale e del tutto inutile (venne soprannominata "Follia di Seward" e "Ghiacciaia di Seward"). Ogni anno l'ultimo lunedì di marzo si ricorda l'avvenimento con il Seward's Day e il 18 ottobre con l'Alaska Day.
Il 7 luglio 1958 il Presidente Eisenhower firmò l'Alaska Statehood Act che rese l'Alaska uno Stato americano a tutti gli effetti.
Nel 1976 fu creato l'Alaska Permanent Fund, un fondo che investe una porzione delle entrate minerarie dello stato, incluse le entrate del Trans-Alaskan Pipeline System, '"a beneficio di tutte le generazioni di Alaskani". Al giugno 2003, il valore del fondo ammontava a 24 miliardi di $. |